Ritratto professionale e foto aziendale: chi può usare cosa

Paghi un fotografo per un ritratto e poi lo vuoi su LinkedIn, sul sito e in un comunicato stampa. La legge italiana ha regole precise su chi può farlo e a quali condizioni. Le leggiamo insieme, e le trasformiamo in una lista di cose da chiedere nel preventivo.

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Ritratto di un uomo con capelli grigi, giacca grigia e camicia bianca su sfondo neutro

Ritratto, headshot, foto aziendale: che cosa cambia

Nel linguaggio dei fotografi il ritratto professionale è lo scatto di una persona, di solito a mezzobusto, pensato per un profilo, un sito o una presentazione. La foto aziendale è più ampia: può comprendere i ritratti del team, ma anche gli ambienti di lavoro. Un'offerta milanese che abbiamo letto prezza i ritratti del team a 55 € più IVA a persona.

La differenza pratica sta nell'uso. Un ritratto per LinkedIn vive su uno schermo piccolo. Lo stesso scatto per un comunicato o per un'intervista in una rivista deve reggere la stampa. Uno studio torinese consegna per questo file in bassa risoluzione per il web e in alta per la stampa, e un fotografo milanese include nel pacchetto più ricco file pronti per LinkedIn, per il sito e per i social, oltre a stampa e press kit.

Le regole sul ritratto, articolo per articolo

Qui ci sono le norme che contano per chi commissiona un ritratto. Vengono dalla legge sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633) e dal codice civile, e le abbiamo lette il 22 ottobre 2026 sui testi pubblicati.

SituazioneChe cosa prevede la normaDa ricordare
Pubblicare o esporre il ritratto di una personaArt. 96: serve il consenso della persona ritrattaVale per te, per un collega e per chiunque compaia in una foto
Hai commissionato il ritratto e lo usi tuArt. 98: salvo patto contrario la persona fotografata, o chi ne ha causa, può pubblicarlo e riprodurlo senza il consenso del fotografoSe il nome del fotografo compare sull'originale, va indicato
Qualcuno usa il ritratto a scopo commercialeArt. 98: chi lo utilizza in questo modo paga al fotografo un equo corrispettivoConviene chiarire per iscritto chi lo paga
Fotografo e committente si accordano diversamenteArt. 98 vale solo in assenza di un patto contrarioPrevale ciò che firmate
Casi in cui non serve il consensoArt. 97: notorietà o ufficio pubblico, necessità di giustizia o di polizia, scopi scientifici, didattici o culturali, fatti di interesse pubblicoMai se l'immagine danneggia onore, reputazione o decoro. Per un ritratto professionale raramente si applica
Immagine usata fuori dai casi consentitiArt. 10 del codice civile: il giudice può far cessare l'abuso, salvo il risarcimento dei danniPuò chiederlo la persona ritratta

Questa è una lettura divulgativa degli articoli, non un parere. Quando in gioco c'è un contratto vero, con una cessione di diritti o una campagna, il testo va letto da un legale.

Cosa chiedono i forum italiani

Abbiamo letto tre discussioni in forum di fotografia e di matrimoni.

Il copyright resta sempre al fotografo?

Un fotografo al primo lavoro su commissione, nel dicembre 2014, chiedeva quali diritti restino a lui e quali al cliente. Una risposta sosteneva che chi paga diventa proprietario degli scatti. Il testo dell'articolo 98 dice altro e più preciso: la persona fotografata può pubblicare e riprodurre il ritratto senza il consenso del fotografo, ma chi lo usa commercialmente deve un equo corrispettivo, e il patto contrario prevale. Tra le due versioni vale la seconda.

Per le foto delle persone serve una liberatoria?

In una discussione dell'ottobre 2024 un dipendente di un ente pubblico chiedeva se può pubblicare sui social le foto della platea di un evento. Le risposte si sono divise: chi dice che serve il consenso, chi che una panoramica non lo richiede, chi che cambia se si inquadra una sola persona. L'articolo 97 elenca tra le eccezioni i fatti e le cerimonie svoltisi in pubblico, ma mai se la pubblicazione danneggia onore, reputazione o decoro. Un ritratto posato non è una panoramica.

Scatti non vuol dire foto

In una discussione su un fotografo di matrimoni, una coppia raccontava di aver letto nel contratto una cifra di scatti, di aver creduto che fossero le foto consegnate in digitale e di aver ricevuto una chiavetta con file con scritte sovrapposte. Il caso riguarda un matrimonio, ma vale anche per un ritratto: scrivi nel preventivo quante foto finali e in quale risoluzione.

Che cosa scrivere nel preventivo

Le regole dell'articolo 98 si possono spostare con un accordo, e il preventivo è il posto giusto per farlo. Prima di accettare, chiedi per iscritto:

  • quante foto finali ritoccate ricevi, e se sono già incluse nel prezzo;
  • in quali formati arrivano i file, per web e per stampa;
  • per quali usi puoi impiegarle: profilo personale, sito aziendale, social, stampa, pubblicità, e per quanto tempo;
  • se il fotografo cede i diritti o ne concede una licenza, e se vuole essere citato;
  • se il prezzo comprende l'IVA: lo studio romano che abbiamo letto la include per i privati e applica il 22% alle aziende, uno milanese la indica a parte;
  • quando consegna: due degli studi letti indicano 48 ore;
  • quanto è l'acconto e fino a quando puoi disdire: uno studio chiede il 30% e accetta la disdetta senza costi entro 3 giorni dalla data.

Foto del team: il consenso è di ciascuno

Per la pagina "Chi siamo" non basta che l'azienda abbia pagato lo shooting. L'articolo 96 chiede il consenso della persona ritratta, quindi vale per ogni collega. Il testo che abbiamo letto non prevede un caso speciale per i dipendenti, e l'articolo 98 parla della persona fotografata e di chi ne ha causa, non dell'azienda che paga. Come raccogliere il consenso e cosa succede quando qualcuno lascia l'azienda è una domanda per un consulente.

Dove basta un ritratto da selfie

Un ritratto fotografico commissionato è la scelta giusta per un servizio a più persone, per immagini di ambienti, per l'ufficio stampa o quando vuoi una guida in sala posa. Per un profilo personale puoi anche partire da selfie con Profilfoto KI. Il primo risultato è gratuito e con filigrana, il pacchetto da 2 foto costa 4,99 € in pagamento unico e la creazione richiede in genere 3-5 minuti. In questo caso non c'è un fotografo che cede o trattiene diritti: le condizioni d'uso del servizio stanno nei termini, da leggere prima di usare l'immagine per un lavoro commerciale. Prezzi e scelta tra studio e IA sono confrontati in foto professionale con IA.

Domande frequenti

Il copyright resta sempre al fotografo? Che diritti ho come committente?

Il fotografo resta l'autore, ma secondo l'art. 98 della legge 633/1941 la persona fotografata può pubblicare e riprodurre il ritratto senza il suo consenso, salvo patto contrario. Chi lo usa commercialmente deve al fotografo un equo corrispettivo. Per questo conviene definire gli usi per iscritto.

Devo citare il fotografo?

Sì, quando il suo nome compare sulla fotografia originale: lo prevede lo stesso articolo 98.

Per le foto di persone sul sito o sui social serve una liberatoria?

Secondo l'art. 96 serve il consenso della persona ritratta. L'art. 97 prevede eccezioni, tra cui fatti e cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico, ma non quando l'immagine lede onore, reputazione o decoro. Per un ritratto posato di una persona, il consenso scritto è la strada più sicura.

Cosa vuol dire scatti nel preventivo di un fotografo?

Nulla di preciso, se non lo scrivi: chiedi quante foto finali ritoccate ricevi, in quali formati e senza scritte sovrapposte. Alcuni studi consegnano file leggeri per il web e file ad alta risoluzione per la stampa.

Posso usare lo stesso ritratto su LinkedIn e sul sito della mia azienda?

Su LinkedIn lo usi come persona ritratta. Il sito dell'azienda può rientrare nell'uso commerciale, per cui l'art. 98 prevede un equo corrispettivo al fotografo. Chiedi nel preventivo che l'uso sia già coperto.

Serve il consenso dei colleghi per le foto sul sito?

L'art. 96 richiede il consenso della persona ritratta, salvo i casi dell'art. 97. Per i dipendenti conviene un consenso scritto e specifico, e un parere sul rapporto di lavoro.

Un ritratto fatto con l'IA può sostituire uno shooting aziendale?

Sì, se ti serve un profilo personale. Un servizio con più persone nello stesso ambiente, la stampa o le immagini di location restano più adatti a un fotografo.

Fonti

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